Cinema : Il Documentario The Dissident Prende un Boost da Effetto Streisand Grazie alla Censura, Noi come Khashoggi

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L’incredibile storia dietro il macellamento sponsorizzato dal Regno Saudita di Bin Salman del giornalista Jamal Khashoggi è raccontata dal regista Bryan Fogel nel suo nuovo film “The Dissident“.

Ho scritto diversi articoli su Khashoggi, ma non qui. Khashoggi si opponeva fermamente all’alleanza strategica di Israele con il Regno Saudita, o in codice KSA.

Questo documentario racconta nei dettagli l’intera vicenda, indirizzando il Principe Bin Salman come il mandante dell’omicidio del giornalista. In particolare il documentario spiega cosa ha infastidito l’erede al trono, già soggetto a diversi colpi di Stato da parte dei suoi familiari, uno riassunto qui.

Per diffondere la verità raccontata nel documentario le persone che ci hanno lavorato stanno caricando copie su diversi siti torrent, ed è così che si è scoperto che una campagna antipirateria promossa dal KSA sta investendo migliaia e migliaia di dollari per far rimuovere il filmato da questi siti di indicizzazione.

The Dissident ha ricevuto una buona valutazione di critica al Sundance Festival 2020, ma distributori di film online come Apple, Amazon e pure Netflix hanno dovuto rifiutare, per ovvie pressioni, di avere a che fare con questo lavoro, ritenendolo scioccante ed esplosivo.

Tuttavia la Briarcliff Entertainment tramite piattaforme VOD nel Gennaio 2021 ha accettato di distribuire il film. Sicuramente queste difficoltà incontrate hanno spinto le persone che hanno lavorato in questo progetto, e creduto in esso, a distribuire copie del film nei siti di filesharing. La censura è una brutta bestia. Sappiate , per chi non lo sapesse, che anche questo sito sta avendo enormi difficoltà nella pubblicazione dovute a pressioni legali di due individui e presto rilasceremo non solo i dettagli ma anche inquietanti retroscena. L’intimidazione alla Gestapo offre spesso l’Effetto Streisand su un piatto d’argento. Come Khashoggi anch’Io mi identifico come un dissidente, spero di non finire maciullato come il primo anche se so benissimo che sono rischi del mestiere.

Comunque, la strategia di diffondere il video via filesharing in maniera gratuita ha funzionato, lo trovate anche su eMule in Italiano, ed anche in termini di popolarità il documentario ha avuto una crescita esponenziale. Si, la censura è una brutta bestia cretina. Una maggioranza assoluta di utenti di Stati Uniti ed Arabia Saudita si sa per certo che hanno condiviso il film nelle varie piattaforme online della rete non soggette al controllo dei milioni di dollari insanguinati di Bin Salman, il macellaio.

L’informazione non deve avere intermediari, od ostacoli, o censure, o nullità che intimidiscono con querele e denunce chi fa domande o espone i fatti.

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