Caso Regeni, Il Falso Documentario sulla Morte di Giulio Fa Capire Chi Comanda : ENI ed Industrie Belliche

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L’ipocrisia degli sguatteri.

I giornalisti in Occidente fanno schifo. Una maggioranza indiscussa di utili idioti marxisti.

Assange è un vero giornalista, ed è in carcere da anni, considerando anche l’isolamento nell’ambasciata dell’Ecuador per sfuggire alla cattura.

In confronto ad Assange cosa sono giornalisti come Formigli, Mentana, Mieli, Mimun, Gruber, ed altre nullità se non delle veline globaliste, dei segretari dell’Agenda Globalista dei Marxisti-Capitalisti, dei portavoce delle Banche Centrali, dei mistificatori di fatti?

Beh…cosa sono e chi rappresentano? Rappresentano veramente tutti voi? Rappresentano il volere di questo paese? Sono veramente in grado di parlare a nome della civiltà umana?

Il ricercatore dell’Università di Cambridge Giulio Regeni non era tecnicamente un giornalista, ma stava facendo un progetto di ricerca che lo poneva sullo stesso piano dei giornalisti: cioè coloro che fanno (o dovrebbero fare) le domande giuste.

Giulio non solo è stato ucciso, ma è stato torturato a morte e il suo corpo martoriato gettato in un fosso da qualche parte con le ossa in frantumi, si è scoperto che gli hanno messo dei rompighiaccio ai piedi, tra le altre cose del suo calvario durato circa 7 giorni prima che la sua corteccia cerebrale venisse recisa.

Perchè è stato ucciso?

Pare che il Governo egiziano non sopporti alcuna interferenza straniera, i giornalisti, o ricercatori nel caso di Regeni, che vanno in giro a fare domande e , specialmente, a dare consigli alla gente egiziana, ai lavoratori egiziani, per fare ottenere loro più diritti mediante l’uso di associazioni, che come arma utilizzano gli scioperi, ovviamente non sono tollerati. Più stupido è il popolo più puoi controllarlo e mantenere l’ordine. Ma non si tratta solo di questo, perchè da un buco nel deserto sta per sgorgare il petrolio.

Gli egiziani hanno pensato che uccidendo Regeni in quel modo così raccapricciante si inviasse un chiaro messaggio a chi lo aveva spedito in Egitto.

Il video del documentario integrale è stato rimosso, ma poco importa.

Qui un altro file dello stesso che non verrà rimosso:

RT:

È un caso che ha attanagliato l’Italia e l’Egitto. Ora, un falso documentario ha bollato l’assassinio di Giulio Regeni come una spia e ha suggerito che il processo a quattro agenti dell’intelligence egiziana per la sua uccisione è dannoso per le relazioni commerciali tra Egitto e Italia.

La misteriosa morte del ricercatore dell’Università di Cambridge Regeni ha più colpi di scena dei fusilli della sua nativa Italia, e il tanto atteso processo di quattro agenti dei servizi segreti egiziani accusati del suo rapimento e omicidio è stato assalito da un dramma ancora più drammatico.

Le udienze preliminari nel processo a Tariq Sabre, Aser Ibrahim, Hesham Helmi e Magdi Abd al-Sharif – che dovrebbero iniziare giovedì mattina dopo cinque anni di indagini – sono state interrotte bruscamente quando uno dei membri della squadra di difesa è stato messo in quarantena da esposizione Covid-19. Un inizio frustrante e il processo è ora riprogrammato per il 25 maggio.

Mentre l’imprevisto snafu procedurale era un inconveniente, erano in corso mosse più sinistre per far naufragare la giustizia con l’apparizione improvvisa di un video lucido di 50 minuti intitolato The Story of Regeni su Facebook e YouTube – un maldestro tentativo di sviamento all’inizio del procedimento.

Narrato in arabo e sottotitolato su una colonna sonora di un thriller di spionaggio, il narratore adotta un tono cospiratorio mentre dipinge un’immagine dello studente di dottorato come spia occidentale, con collegamenti alla Fratellanza Musulmana, che stava cercando di fomentare problemi tra i sindacalizzati di recente.

Fin dall’inizio, l’internazionalismo di Regeni è considerato un motivo di sospetto. Il narratore descrive come al suo arrivo nel suo appartamento al Cairo, “si prepara una tazza di caffè americano per ricordare i suoi numerosi viaggi in Thailandia, Gran Bretagna, Turchia…e Israele”.

Il turismo – o il bere caffè – non è mai sembrato così mantello e pugnale.

Salta fuori pure un’altra storia che dice che Regeni fosse omosessuale, e questo peccato ha concorso nella sua orribile fine. Hanno affermato che avesse una fidanzata su Internet in Ucraina, ma ciò non è stato dimostrato e questa donna non ha mai parlato con i media, e che viaggiasse in Israele perchè è una tipica meta turistica degli omosessuali, dato che Regeni essendo marxista non avrebbe certo visitato i luoghi di culto cristiano in Terra Santa. Ma sono voci. Che certo non leggerete su Repubblica. E sicuramente non possono spiegare la tortura e la morte di uno straniero in Egitto da parte dei loro comandi militari.

Diversi italiani hanno effettivamente partecipato a questo documentario, apparentemente ingannati dai produttori.

Il falso documento introduce la teoria secondo cui c’è qualcosa di molto strano in un italiano con una laurea in arabo e studi politici conseguita in un’università britannica che fa ricerca in Egitto. La domanda “Chi lo ha mandato?” Viene posta più e più volte da utili idioti come l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, Leonardo Tricarico, e l’ex ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri.

Condannando il loro coinvolgimento nella realizzazione del film, il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, Erasmo Palazzotto, ha dichiarato: “È gravissimo che esponenti politici e militari italiani si siano prestati a questa ignobile operazione… Gasparri ha screditato non solo Regeni ma il suo stesso paese “.

Uno degli intervistati nel documentario, l’ex ministro della Difesa italiano Elisabetta Trenta, ha espresso orrore per l’inganno. Credeva di aiutare con un documentario sulle relazioni diplomatiche ed economiche tra Italia ed Egitto.

Non ridevo così dalle scuole medie…. I nostri vertici militari sono utili idioti sapete perchè? Perchè la vendita di armi dell’Italia all’Egitto deve continuare. Ecco chi rappresentano i nostri vertici dell’asset militare, una succursale delle industrie belliche.


Utili idioti.. HAHhaHahah

Ma quello che è ben celato tra le righe è che non sono solo i militari e gli industriali a coprire con le loro panzane questa turpe storia, ma anche il nostro colosso (stavo per dire millenario, n.d.R.) energetico: l’ENI.

Il falso documentario non cerca di scoprire chi ha ucciso Regeni, ma cerca di esonerare l’Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA) egiziana dall’aver avuto qualcosa a che fare con l’omicidio, nonostante il fatto che la notte in cui è scomparso il ricercatore sia stato visto in una stazione di polizia del Cairo e nella sede della National Security Agency da due testimoni separati.

Si suggerisce che quando il suo corpo è stato ritrovato nove giorni dopo, il 3 febbraio 2016, lungo l’autostrada del deserto del Cairo / Alessandria ea solo un chilometro dal quartier generale della NSA, la vicinanza dovrebbe escludere il coinvolgimento dell’intelligence. L’argomento è: “Che tipo di agenzia di sicurezza scaricherebbe il cadavere seminudo di uno straniero che porta chiari segni di torture prolungate sulla propria porta?”

Una risposta che ha senso è stata trovata in un documento inviato all’ambasciata italiana in Svizzera, secondo cui l’agenzia di intelligence militare e ricognizione egiziana ha ucciso il ricercatore, quindi ha lasciato il corpo di Regeni vicino al quartier generale della sua rivale NSA nel tentativo di metterlo in imbarazzo e screditarlo come parte di una faida intestina in corso tra le due agenzie. Vicino al corpo è stata trovata una coperta militare.

Più avanti, il video si concede anche una lunga descrizione spazzatura del modo in cui Roma ha affrontato la sua parte dell’indagine, anche se la realtà è che sia gli italiani che gli egiziani erano sospettosi l’uno dell’altro e di quali segreti ciascuno avrebbe potuto portare alla luce. Il malessere e la sfiducia che sono cresciuti negli ultimi cinque anni è il motivo per cui l’Egitto non ha consegnato i quattro sospetti, rifiutandosi di riconoscere il processo legale italiano. Gli uomini, tutti ancora in servizio agli agenti della NSA, saranno processati in contumacia.

Il falso documento termina con un messaggio molto chiaro; l’esito del processo a quattro agenti dell’intelligence potrebbe avere gravi conseguenze per i rapporti Egitto-Italia. Ed è qui che cercare indizi sull’identità del regista. Perché quando parli di Egitto e Italia parli del colosso energetico italiano Ente Nazionale Idrocarburi (ENI). Stai parlando dell’enorme progetto del gas Zohr dell’ENI al largo della costa settentrionale dell’Egitto, dei nuovi pozzi petroliferi che ha appena perforato nel deserto occidentale e dei collegamenti cruciali tra il Cairo e l’ENI sostenuto dal governo, la chiave per i bisogni dell’Italia vulnerabile dal punto di vista energetico.

Il boss dell’Eni Claudio Descalzi ha sollevato la questione della morte di Regeni con il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi in almeno tre occasioni, e sul New York Times si vociferava che avesse chiesto l’aiuto dei servizi segreti italiani per risolvere il caso.

Hanno anche risposto a un’offerta di Amnesty International di fare pressione sull’Egitto con una lettera che assicurava che “le autorità competenti stanno facendo di tutto per trovare le risposte che la famiglia Regeni attende: risposte importanti anche per noi, perché il rispetto di ogni persona è alla base del nostro lavoro e perché ci impegniamo per lo sviluppo dell’Egitto ”.

Che Regeni sia stato ucciso perchè ritenuto una spia, un omosessuale, un formatore di dissidenti, un fomentatore di rivolte sindacali, mi sembra chiarissimo. Sicuramente avrà avuto dei precursori, cioè altri ragazzi studenti spediti come ricercatori dall’Inghilterra ma inquadrati dagli egiziani come sobillatori o simil tali.

Quello che è successo a Giulio non è differente da quello che è successo a Khashoggi, o Assange.
Tortura e morte. E quello che accomuna i loro destini è che i Governi , in questo caso sia quello Italiano che quello Egiziano, sono Entità collettive umane che non guardano al singolo individuo ma solo al proprio perpetuarsi in cicli di poteri economici.

La morale di questa storia è che i Governi Marxisti-Capitalisti mai permetteranno che la sorte di un singolo individuo, che per loro è solo un numero di codice fiscale e nient’altro, possa causare la fine di affari milionari: l’Italia e l’Egitto non smetteranno di fare affari perchè un ragazzo come Giulio è stato torturato a morte per sette giorni ed ucciso per stupide convinzioni, o vecchi alterchi diplomatici, chiamatelo odio mai sopito, con l’Inghilterra, ricordatevi che l’Egitto fu colonia britannica fino al 1952, e che gli inglesi lucrarono in maniera smodata nell’affare del Canale di Suez, finanziato dal Casato della Famiglia degli usurai Rothschild.

Se notate l’andazzo delle informazioni pubblicate e/o trasmesse dagli sguatteri in Italia parlano poco dei loro “fratelli” torturati e/o uccisi: giusto una notizia quando non ne possono fare a meno.
Sono sguatteri camuffati da giornalisti non sono veri giornalisti: non sono degli Assange, dei Khashoggi, dei Regeni, sono semplici e luridi sguatteri, servi delle Elite, pagati bene per il loro silenzio, telecomandati come le Tesla Car,
o…

O attirebbero tutti i giorni e le notti l’attenzione sul caso Regeni fino a bloccare interamente l’ENI, SUEZ, LEONARDO, FINMECCANICA, e l’intero Mar Mediterraneo se solo volessero dal pulpito della loro morale e della loro etica quando parlano dalla televisione “a nome della Civilità Umana” come quella nullità con villa in Centro Roma di Corrado Formigli, ad esempio.

In realtà per come questa storia dimostra se gli egiziani hanno materialmente torturato ed ucciso Giulio allora i marxisti-capitalisti, cioè gli Industriali e i loro sguatteri, che vengono chiamati giornalisti, ne stanno infangando l’opera e la memoria in maniera reiterata adesso.

Quel documentario e le sue utili idiote comparse sono una grande vergogna per l’intera umanità, un insulto all’intelligenza, e al rispetto dei morti.

Vergognatevi.

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