Secondo Conflitto : Quando Heinrich Himmler Cercò di Mettere in Salvo Più di 10000 Prigionieri, Compresi Circa 7000 Ebrei, Ma Questi Vennero Trucidati dagli Alleati

 

L’unica arma che abbiamo contro i bulli fascisti israeliani è l’arma della verità. E la stiamo esercitando.

Quanti hanno mai sentito parlare dell’affondamento del Thielbek, del Cap Arcona e del Deutschland, da parte dei cacciabombardieri alleati?

Penso neanche lo 0,00001%: dato che furono gli Alleati ad uccidere non meno di 7500 prigionieri, a maggioranza ebrei, che erano stati spediti in Svezia da Heinrich Himmler al fine di essere rimpatriati dove meglio avessero ritenuto opportuno.

Questo perchè la Storia la scrivono i vincitori, e dopo i morti lasciati sul campo di battaglia si apre una nuova guerra intrapresa per uccidere la memoria dei vinti.

Il Thielbek era un piroscafo da carico costruito in Germania nel 1940. Venne affondato, insieme al Cap-Arcona e al Deutschland, in un bombardamento degli aerei della RAF il 3 Maggio 1945. Rimasero uccise 7500 persone a bordo o più.

Il dato certo è che il Cap Arcona e il Thielbek erano affollati di prigionieri provenienti dai campi di concentramento di Neuengamme , Stutthof e Mittelbau-Dora.

Gli Eventi

Il 17 Aprile 1945 al comando del Thielbek fu riferito che doveva prepararsi per una “operazione speciale”. Il giorno seguente le SS convocarono il Capitano John Jacobsen del Thielbek e il Capitano Heinrich Bertram del Cap Arcona, e fu ordinato loro di imbarcare migliaia prigionieri dei campi di concentramento.

L’ordine di trasferire i prigionieri dai campi alle navi  proveniva da Karl Kaufmann, che a sua volta stava agendo sotto un ordine partito da Berlino, da Heinrich Himmler in persona.

L’imbarco dei prigionieri iniziò il 20 Aprile, con la presenza della Croce Rossa svedese.

Sulla rotta per la Svezia, il 3 Maggio, nove velivoli Hawker Typhoon, del n. 198 Squadron RAF di stanza a Plantlènne, attaccarono la Thielbek e il Deutschland, dopo aver ridotto in fiamme il Cap Arcona con ben 9 attacchi. Il Thielbek affondò 20 minuti dopo essere stato attaccato, delle migliaia di prigionieri a bordo solo 50 sopravvissero all’attacco.

Come scritto, gli storici non concordano sul numero dei prigionieri a bordo, ma in una versione, forse la più crudele, si narra che le navi ospitassero qualcosa come diecimila unità civili, sempre a maggioranza ebraica.

I loro corpi furono ritrovati in seguito a galleggiare sulle coste del Nord Est della Germania.

De Blonay del Comitato Internazionale della Croce Rossa informò il maggiore generale Roberts che 7.000-8.000 prigionieri erano a bordo delle navi nella baia di Lubecca.

Nel pomeriggio del 3 Maggio 1945, il 5° reggimento di ricognizione britannico avanzò verso nord fino a Neustadt, assistendo alla crudele scena delle navi che bruciavano a largo nella baia e salvando alcuni prigionieri gravemente emaciati sulla spiaggia di Neustadt, ma trovando per lo più corpi di donne e bambini morti.

Gli inglesi ordinarono alla popolazione locale e alle SS di scavare fosse comuni e seppellire i morti.

Oggi gli unici segni sulle tombe senza nome nel cimitero locale sono un numero e la stella di David.

Quello che rimane ancora da chiarire è quanti passeggeri stava trasportando il Deutchland, essendo una nave già  utilizzata per il trasporto di 70000 Tedeschi nell’evacuazione delle loro posizioni sul Fronte Est, nella c.d. Operazione Annibale.Tuttavia sopravvissero tutti all’affondamento.

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