Secondo Conflitto : Ustasha, La Legione Nera Croata Paventata Anche dai Nazisti

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E’ cosa risaputa che i tedeschi li temevano, e perfino si opposero alle loro incommensurabili atrocità.

Ustache, o Ustasha, o Ustascia (pronunciato [ûstaʃe], tradz. Ribelle), noto anche come “ustashe”, “ustasha”, erano membri della Ustasea , organizzazione ultranazionalista croata, tra il 1929 e il 1945. I suoi membri uccisero centinaia di migliaia di serbi, ebrei, rom e croati antifascisti o dissidenti in Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale.

L’ideologia del movimento era prettamente un fascismo puro e sincrono con una fede oltranzista verso la Cristianità.
Gli Ustasha sostennero la creazione di una Grande Croazia, diversificandosi già da allora dai bosniaci musulmani che avevano sempre respinto dalle loro comunità, fin dal 1930.

Quando gli Ustascia salirono al potere nel protettorato stabilito dall’Italia fascista e dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale,

la milizia propria Ustasha fece parte a pieno titolo e diritto alle ali militari dell’esercito dello Stato Indipendente di Croazia, il loro corpo scelto venne chiamato Legione Nera.

Gli Ustasha respingevano l’idea che i croati sono prevalentemente slavi, sostenendo invece che discendevano principalmente da radici germaniche attraverso i Goti.

Il loro sistema economico non era nè capitalista e nè comunista ma nazionalista.
Economicamente, gli Ustasha sostennero la creazione di un’economia corporativa.
Il movimento ritenne che i diritti naturali esistevano nella proprietà privata e nella proprietà  sui mezzi di piccola scala di produzione, liberi dal controllo statale.
La lotta armata, la vendetta, e il terrorismo in chiave nazionalista sono stati glorificati dagli Ustasha in funzione del loro credo politico e religioso.

Il saluto Ustascia era “Za Dom – Spremni!”-Salute: Za dom! (Per la casa terra)
Rispondi: Spremni! (Siamo pronti!)

Ante Pavelic guidò il movimento Ustascia formando nel 1941 un Governo croato sotto la guida di Germania ed Italia. Pavelic ebbe il primo incontro con Adolf Hitler il 6 giugno 1941.

Hitler e Pavelic, 1941

Mile Budak, ministro nel governo di Pavelic, pubblicamente proclamò la politica razziale il 22 luglio 1941. Vjekoslav “Maks” Luburic, un capo della polizia segreta, costruì campi di concentramento durante l’estate dello stesso anno. Le efferatezze commesse nei villaggi attraverso le Alpi Dinariche portarono gli italiani e gli stessi tedeschi ad esprimere una profonda inquietudine per quanto si veniva a sapere sugli Ustasha e i loro raid punitivi.

Secondo lo scrittore storico Trifkovic, il 10 Luglio 1941 la Wehrmacht sotto il generale Edmund Glaise von Horstenau ha riferito quanto segue al Comando tedesco, l’Oberkommando der Wehrmacht (OKW):

“Le nostre truppe devono essere mute testimoni di tali eventi; e ciò non riflette bene sulla loro reputazione…Le truppe di occupazione tedesche dovrebbero intervenire contro i crimini degli Ustasha. Ma questo può accadere alla fine della guerra per ora. In questo momento, con le forze a disposizione, non posso chiedere tale azione. L’intervento ad hoc nei singoli casi potrebbe rendere l’esercito tedesco vigile ad osservare in maniera responsabile gli innumerevoli crimini che non potevano essere impediti in passato.”

Un rapporto della Gestapo al Reichsfuhrer delle SS Heinrich Himmler, del 17 Febbraio 1942, ha dichiarato:

“L’aumento dell’attività delle bande [di ribelli] principalmente è a causa delle atrocità commesse da unità  Ustasha in Croazia contro la popolazione ortodossa. Gli Ustascha si impegnano in azioni bestiali non solo contro maschi in età  di leva, ma soprattutto contro gli inermi, gli anziani, le donne ed i bambini.
Il numero degli ortodossi che i croati hanno massacrato e sadicamente torturato a morte è di circa trecentomila..”

Dopo la seconda guerra mondiale, molti degli Ustascha fuggirono in paesi come Canada, Australia, Germania e Sud America, con l’assistenza della Chiese cattolica croata e sostenuti dalle loro famiglie di base in Croazia.

Per diversi anni, alcuni Ustasha cercarono di organizzare un gruppo di resistenza chiamato “I Crociati”, ma sono stati in gran parte eliminati dalle autorità jugoslave. Con la sconfitta dello Stato Indipendente della Croazia, il movimento attivo è andato dormiente. Lotte intestine nel frammentato movimento che rimanne degli Ustasha misero a dura prova la sopravvivenza di un movimento unitario.

Dopo la seconda guerra mondiale, il movimento Ustasha è stato suddiviso in diverse organizzazioni e non vi è attualmente alcun movimento politico o paramilitare che rivendica la sua eredità in Croazia.

Il termine Ustasha ad oggi viene utilizzato come termine per l’ultranazionalismo croato.

Slobodan Milosevic fu chiamato un “Ustasha” da molti ultranazionalisti della regione.

Kolinda Grabar-Kitarovic Presidente della Croazia la prima donna ad essere eletta come Presidente della Croazia, a 46 anni,

è stata accusata di promuovere il nazionalismo estremo e di glorificare l’ex Stato nazista-fantoccio, il cosiddetto Stato Indipendente di Croazia guidato proprio dagli Ustasha.

La cosa che lascia incuriositi è che anche i nazisti temevano e si schifavano degli Ustasha.

Quindi se volete insultare qualcuno o definirlo con il solito stereotipo “nazista, “fascista”, adesso potete provare a chiamarlo anche “Ustasha”, più fine, più elegante.

Nomi e mode cambiano, la crudeltà vendicatrice umana mai.

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