Alchimia Medioevale : La Mandragora , La Pianta Dualistica Con le Radici Umane

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In persiano è chiamata “Mehrgiah”, rappresenta la pianta dell’affetto perché le radici ricordano un uomo e una donna aggrovigliati insieme.

In passato si usavano i cani per scavare intorno alla pianta al fine di evitare la iella, credenza in cui coloro che cercavano di sradicare “un altro umano” dovevano aspettarsi tutto il male possibile.
Si usava suonare un corno per spaventare il cane per costringerlo a trascinare fuori la mandragora dalla terra.

Wikipedia:

el Medioevo alla mandragola venivano attribuite qualità magiche e non è un caso se era inclusa nella preparazione di varie pozioni.[1] È raffigurata in alcuni testi di alchimia con le sembianze di un uomo o un bambino, per l’aspetto antropomorfo che assume la sua radice in primavera.[1] Da ciò ne è derivata la leggenda del pianto della mandragola, ritenuto in grado di uccidere un uomo e per questo, come ricorda Machiavelli nell’omonima sua commedia, il metodo più sicuro per coglierla era legarla al guinzaglio di un cane e quindi lasciarlo libero di modo che, tirando la corda, questi avrebbe sradicato la mandragora udendone il lamento straziante e morendo all’istante, consentendo così al proprietario di coglierla.

Un fondamento di realtà sembrerebbe esistere. Pare infatti che ogni pianta emetta suoni acuti se sottoposta a stress, nell’ordine di −65㏈SPL tra i 20 kHz ed i 100 kHz, e che quindi il suono emesso possa essere udito in parte ad alcuni metri di distanza da umani, animali, insetti ed altre piante.[3]
Mandragola maschile e femminile, dall’Hortus sanitatis (1491)

La mandragola veniva considerata una creatura a metà tra il regno vegetale e animale, come il meno noto agnello vegetale di Tartaria. Nel 1615, in alcuni trattati sulla licantropia, tra i quali quello di Njanaud, appariva l’informazione dell’uso di un magico unguento a base di mandragola che permetteva la trasformazione in animali.[2]

Si dice che c’era così caldo che il cielo si oscurò, la città si spopolò, e aspettando mio nonno tornare da uno dei pochi torni aperti in pieno Agosto, notai che gli appartamenti dei condomini a metà tra il piano terra ed il seminterrato tenevano le luci accese nel pomeriggio inoltrato. Era il 1988. Ho la prova.

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La storia degli ultrasuoni mi ha ricordato questo servizio di Nemo del Dicembre del 2018, il penultimo degli anni Ante-pandemia.

Rivelatore.

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