Belize, Caso Ashcroft : Jasmine Hartin Si Confronta con Andrew Ashcroft, Respinta

 

Che scene. Conoscendoli. Rallegriamoci.

Gli Ashcroft hanno finalmente adottato la linea dura, cioè è come se stessero leggendo la nostra intera narrativa su questa storia.

Una cosa è averla fatta uscire da una delle carceri più pericolose e scadenti del mondo, un’altra invece è farla ritornare ad essere la Principessa sul gradino di cristallo come Jasmine era prima.

Come poteva domire tranquillo il pargolo Ashcroft sapendo che la moglie era tutte le notti fuori a fare baldorie con i locali sbronzi e sudaticci da un bar ad una bettola e da una bettola in un bar a dimenare il culo e prestarsi ai selfie?

Inutile dirvi che sappiamo come finirà questa donna.

Un’autentica tappinara, non c’e’ che dire.

Insomma dice al marito e poi alla polizia insieme alla security che lei vuole vedere i suoi figli, vuole le sue cose, che quella è la sua “proprietà”, la sua “casa”, e loro non possono fermarla.

Invece la fermano, addirittura arrestano la madre che è con lei a quanto ci riferiscono.

Il marito, Andrew, poco distante, neanche la calcola, parlando al telefono, mentre lei continua a dargli “ordini”…lei la principessa…che dava ordini ora…non può più.

Come dei bimbi innocenti potrebbero ritornare a vedere una madre omicida, tappinara, cocainomane, degenerata….?

Come?

Jasmine finirà in qualche letto di motel, morta per overdose tra non più di cinque anni da ora, o uccisa brutalmente da qualche locale dopo una brava notte di sesso, droga e dimenamento di culo.

Origini di cheerleader canadese, ragazza mondana dei circoli, moglie del figlio di Lord Ashcroft, ma in realtà l’angelo è sempre stato un Caduto.

Lei  luciferina socialite del cazzo. Una caduta.

Caduta nella melma viscida ed insipida.

Come ci si sentiva a guardare dall’alto le proprie umili origini? La “Signora” temeva di svenire, precipitare e svegliarsi nella melma?

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