Islanda, Catastrofe Umanitaria : Le Donne Prendono La Maggioranza in Parlamento

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L’Islanda, una delle prime nazioni moderne, insieme all’Italia e altre corrotte nazioni post 80, e sotto la leadership statunitense, a deregolamentare le società di capitali e le banche in acquisizioni e fusioni causando il crollo dell’economia, culminato nel disastro dei derivati con i mutui subprime nel 2008, etc. L’Islanda oggi è ancora prima assoluta protagonista di catastrofi, da poche ore.

Presa da dietro del giorno dopo, 27 Settembre 2021:

Ansa:

Aveva appena guadagnato, con giustificato orgoglio, il traguardo del primo Paese d’Europa ad avere un parlamento a maggioranza femminile, ma appena poche ore dopo l’Islanda ha perso il suo primato. Dei 63 seggi dell’Althingi, l’Assemblea unicamerale islandese, 30 saranno occupati da deputate, ovvero il 47,6%, quando in precedenza sembrava che le donne fossero 33, cioè oltre la soglia del 50%

RT.com:

La coalizione di governo islandese ha aumentato la sua maggioranza alle elezioni generali, mentre il conteggio finale mostra che per la prima volta nella storia europea le donne costituiranno la maggioranza del parlamento di un paese.

Dei 63 seggi dell’Althing, il parlamento della nazione insulare, 33 seggi – o circa il 52% – sono stati vinti da donne, ha riferito l’emittente pubblica islandese RUV, citando proiezioni basate sui risultati finali del voto di sabato.

Secondo l’AFP, nessun altro paese europeo ha mai avuto più donne che uomini nel proprio parlamento. I paesi in cui attualmente oltre il 50% dei parlamentari sono donne includono Ruanda, Cuba e Nicaragua, mentre la metà dei parlamentari sono donne in Messico e negli Emirati Arabi Uniti, ha affermato l’agenzia di stampa.

Bitches…

Prima delle elezioni, l’Althing aveva 25 parlamentari donne, 24 delle quali scelte dagli elettori e una aveva sostituito un collega che si era dimesso.

La coalizione di tre partiti al governo sinistra-destra ha rafforzato la sua maggioranza conquistando 37 seggi. I leader del partito in precedenza avevano affermato che avrebbero rinnovato la coalizione se la loro alleanza fosse tornata con la maggioranza, secondo RUV.

I negoziati determineranno se la leader del movimento di sinistra-verde Katrin Jakobsdottir continuerà a servire come primo ministro.

L’affluenza ufficiale al voto è stata dell’80,1%.

Bene. Gli uomini islandesi sono…Ah perchè esistono ancora uomini in Islanda?

E’ tuttavia una bella mossa d’accelerazione se esiste almeno un uomo che l’ha concepita e sta “dietro” di essa.

Con le donne al comando l’Islanda, una popolazione di 370000 anime, avrà il suo secondo collasso, probabilmente di qui a dieci anni la svenderanno con un’asta all’O.N.U. e la Russia si farà avanti per comprarla, o verrà svuotata e lasciata agli animali come riserva naturalistica. Un grande piano che proverà al mondo, senza nessun ineguagliabile dubbio, che l’unico posto sicuro in cui le donne dovrebbero stare è in casa ad accudire i figli, fare il bucato, colazione, pranzo, cena, uncinetto, giardinaggio, preghiera, letture, ascoltare musica, servire il proprio marito, o in alternativa battere in un bordello controllato e chic come nel XIX° secolo, o fino al 1939.

Questo è un mondo capovolto ormai. Qualche settimana fa un branco di troie della Fondazione Winston Churchill ha fatto fuori il nome Winston Churchill dal nome della Fondazione…perchè era razzista…LoL

Stronze puttane…quel “razzista” ha salvato la vostra nazione o oggi era il vostro di nome ad essere rimosso e un numero avrebbe preso il suo posto in un vostro braccio a scelta..luride puttane.

In Islanda, o altrove, ormai avvengono le stesse stupide, stupidissime, o marxiste, cose.

Sputnik.news:

Il giornalista Gunnar Smári Egilsson, fondatore del Partito Socialista d’Islanda, ha chiesto la rimozione della statua di Ingólfr Arnarson, il padre fondatore della nazione insulare, riferendosi ad essa come una giustificazione del movimento Black Lives Matter.

Secondo Gunnar Smári Egilsson, Ingólfr Arnarson, il primo colono permanente dell’Islanda, “uccise” e opprimeva gli “eroi della libertà” e commerciava e possedeva schiavi. Pertanto, vuole sostituire la statua del fondatore dell’Islanda con quella degli schiavi e dei rivoltosi.

“Ora che i popoli del mondo stanno abbandonando statue di mercanti di schiavi e proprietari di schiavi, gli islandesi potrebbero chiedersi se dovremmo tenere questo ragazzo ancora per molto. Questo è Ingólfr Arnarson, che ha spento violentemente la prima rivolta popolare nella storia islandese, quando ha ucciso gli eroi della libertà Dufþak e Helga nelle Isole Westman, schiavi che si erano ribellati contro il loro oppressore Hjörleifr”, ha scritto Gunnar Smári Egilsson sulla sua pagina Facebook.

La statua di Ingólfr Arnarson dello scultore Einari Jónsson adorna Reykjavik dal 1924. Ingólfr Arnarson è noto per essere il primo colono islandese e il fondatore della capitale nell’874. In precedenza aveva lasciato la sua nativa Norvegia per una faida di sangue.

Come ha sottolineato l’editorialista Þór Þórðarson della testata giornalistica Helluland News, Ingólfr Arnarson “possedeva davvero degli schiavi, come ogni norreno dell’epoca”. Tuttavia, nessuno di loro era nero (principalmente irlandese o altri nordici), ha scritto, definendo il riferimento BLM “tanto più bizzarro”. Ha anche sottolineato che la maggior parte degli schiavi in Islanda prima o poi li possedeva. Infine, ha sottolineato che Ingólfr Arnarson non ha ucciso nessuno secondo gli standard moderni. Ha “giustiziato legalmente i terroristi che stavano tramando una ribellione”, ha sottolineato Þórðarson.

La dimostrazione di quello che i marxisti sono: degli ingrati, ma principalmente dei senza idee con un’unica idea: CANCELLARE IL PASSATO.

Non si rendono conto che proprio QUEL PASSATO li ha reso quelle persone , si presume, civili che oggi sono.
Gli schiavi di Arnarson erano bianchi. I bianchi sono stati schiavi e trattati peggio dei neri fino al XX° secolo, beh ancora nel XXI° sono ancora schiavi, per dirla tutta, sotto un’altra forma di schiavismo che è planetariamente noto con il nome di Marxismo.

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