Storia : Quando Il Giovane Adolf Hitler Scriveva Trionfanti Opere Teatrali Sulle Tribù Germaniche e Fremeva Allo Sguardo di Stephanie

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Mi hanno chiesto di scrivere una storia di Natale. Lo farò. Nel modo più controverso possibile.

Come Benjamin Netanyahu credo che Adolf Hitler non volesse nè guerre, e nè stermini, ma poi le cose sono sfuggite di mano.
In questi anni di ricerche alla Blade Runner credo di aver trovato la risposta a così tante sciagure, credo di aver trovato il colpevole. Il suo nome è Theodor Morell, medico personale del Fuhrer.
Adolf Hitler era vegetariano. Credo che la sua dieta portò a scompensi batterio-chimici nei suoi intestini, e tali scompensi abbiano provocato infiammazioni croniche. Morell, un ciarlatano, curò dal 1936 i dolori di Adolf Hitler prima con batteri ricavati dalle feci di mucca, poi con droghe per alleviare il dolore: cocaina, amfetamina, intrugli vari. Quel ciarlatano, che faceva più puzza di un pulitore di porcili, uccise quel poco di lucido che c’era ancora in quel ragazzo malinconico timido studioso artista, pittore, appassionato di musica classica e delle opere di Richard Wagner che veniva dalle ridenti e bucoliche colline viennesi. Quelle droghe mandarono in poltiglia il cervello del Fuhrer. Non fu più lui a pensare e comandare dopo che la guerra fu annunciata ma l’ira, l’odio, il delirio, l’incuranza, e la percezione di questi pensieri tra i suoi subalterni.

Un libro che fornisce un vero e veritiero spaccato delle origini e della vita di Adolf Hitler è senza ombra di dubbio “Il Giovane Hitler che conobbi” di August Kubizek.

August, detto Gustl, Kubizek (3 Agosto 1888 – 23 Ottobre 1956) fu un caro amico di gioventù e contemporaneo di Adolf Hitler, e raccolse i ricordi di questa sincera e lunga amicizia nel suo libro The Young Hitler I Knew, pubblicato nel 1955.

Kubizek era di origini ceche ma era nato a Linz, in Austria, come Adolf Hitler, e come Hitler, Kubizek perse tre sorelle: Maria, Teresa e Karoline, come le sorelle di Adolf, nella prima infanzia. Lo stesso Kubizek scrisse che si trattava di un sorprendente parallelo tra la sua vita e quella di Adolf Hitler, la cui madre aveva perso prematuramente complessivamente quattro figli. Come bambini sopravvissuti, August e Adolf non potevano fare a meno di sentirsi risparmiati o “scelti dal destino“.

Kubizek e Hitler si incontrarono per la prima volta al Landestheater di Linz, in Austria. La loro comune passione per le opere di Richard Wagner li fece diventare amici intimi e coinquilini in seguito a Vienna quando tentarono di essere ammessi all’Università. Condivisero per diversi mesi una piccola stanza in Stumpergasse 29/2 porta 17 nel sesto distretto di Vienna nel 1908.

Il sogno di Kubizek era quello di diventare un direttore d’orchestra piuttosto che rilevare la tappezzeria di suo padre. Adolf da buon amico lo incoraggiò in questo percorso e sogno che aveva scelto, tanto da persuadere con successo il padre di August a far andare suo figlio a Vienna per completare la sua educazione musicale al Conservatorio. Come ha scritto Kubizek, questo è stato qualcosa che ha cambiato per sempre il corso della sua vita. Infatti, oltre ad essere accettato al Conservatorio, le qualità di August Kubizek furono presto notate da molti in quell’ambiente.
Una sorte diversa dall’amico Adolf, a cui fu negato l’ingresso all’Accademia delle Arti di Vienna, incidente deplorevole che tenne nascosto all’amico e che portò lo stesso Hitler a interrompere con orgoglio la sua frequentazione con Kubizek e ad andare a zonzo per i sobborghi di Vienna.
Kubizek completò i suoi studi nel 1912 e fu assunto come direttore d’orchestra a Marburg sulla Drava, in Austria (chiamata Maribor in Slovenia dopo il 1918). In seguito gli fu offerto un posto allo Stadttheater di Klagenfurt, tuttavia la sua carriera fu interrotta all’inizio della prima guerra mondiale dovendo arruolarsi. Prima di partire per il fronte sposò Anna Funke (7 ottobre 1887 – 4 ottobre 1976), violinista di Vienna dalla quale ebbe tre figli: Augustin, Karl Maria e Rudolf.

Fu inviato nei Carpazi, dove nel 1915 fu ferito a Eperjes in Ungheria (oggi Prešov in Slovacchia). Dopo alcuni mesi di convalescenza, tornò in prima linea. Dopo la guerra, Kubizek accettò una posizione di burocrate nel Comune di Eferding e la musica divenne per lui solo un hobby.

Nel 1920 riconobbe l’amico Adolf sulla prima pagina del Münchner Illustrierte, e da quel momento seguì con grande interesse la sua carriera politica, tuttavia non tentò mai di contattarlo almeno fino al 1933, quando finalmente scrisse per congratularsi con il Cancelliere della Germania. Dopo pochi mesi Kubizek ricevette una risposta da Adolf: “Gustl: sarei molto felice di rivivere con te quei ricordi degli anni più belli della mia vita“.

Trent’anni dopo aver interrotto i contatti, i due si incontrarono il 9 Aprile 1938 in occasione di una delle visite di Hitler a Linz. Al suo arrivo fu circondato scherzosamente dagli alti ranghi e seguito del Fuhrer che cercarono di conoscere qualche segreto in più sulla vita del loro cancelliere. I due vecchi amici ebbero modo di parlare per più di un’ora all’Hotel Weinzinger . Adolf  offrì subito a gustl la direzione di un’orchestra, ma quest’ultimo gentilmente rifiutò essendo ormai un padre di tre figli, e lontano dai sogni giovanili immersi nella musica trionfante di Wagner. Adolf si offrì quindi di finanziare l’istruzione dei suoi figli al Conservatorio Anton Bruckner di Linz e invitò Gustl a partecipare al festival di Bayreuth come suo ospite speciale nel 1939 e poi ancora nel 1940, esperienze descritte da Kubizek come “le ore più felici della mia esistenza terrena”.

Nel 1938, Kubizek fu assunto dal Partito nazionalsocialista per scrivere due saggi di propaganda, chiamati Reminiscenze, sulla sua giovinezza e sull’amicizia con Hitler. In un episodio descritto nei saggi, Kubizek scrisse che Hitler nutriva un grande e segreto amore per una ragazza di nome “Stephanie” alla quale aveva dedicato molte poesie d’amore, sebbene non avesse mai avuto il coraggio di fargliele avere.
Kubizek vide Hitler per l’ultima volta il 23 Luglio 1940, Hitler non dimenticò mai il suo amico impartendo ordini perentori di provvedere al sostentamento della sua famiglia durante gli anni della guerra.

Adolf rivelò a Gustl allo scoppio della guerra: “Questa guerra ci riporterà indietro di molti anni nel nostro programma di costruzione: è una tragedia, non sono diventato il Cancelliere del Grande Reich tedesco per combattere guerre…”.

Kubizek, che aveva evitato la politica per tutta la vita, divenne membro del NSDAP nel 1942 come gesto di lealtà verso il suo amico.
Nel Dicembre 1945, Kubizek raccolse la collezione di ricordi che Hitler gli aveva dato durante la loro giovinezza e li nascose con cura nel seminterrato della sua casa a Eferding.

Subito dopo la fine della guerra fu arrestato e detenuto a Glasenbach, dove fu imprigionato e interrogato dal comando criminale degli Stati Uniti per ben 16 mesi. La sua casa fu perquisita, ma la corrispondenza e i disegni di Hitler non furono trovati. Fu rilasciato l’8 aprile 1947, dopo oltre dodici mesi di reclusione da parte delle autorità americane senza essere mai stato accusato di alcuna violazione della legge.

Nel 1951, Kubizek, che aveva rifiutato diverse offerte del dopoguerra per i diritti delle sue memorie, accettò di pubblicare “Adolf Hitler, mein Jugendfreund” (“Adolf Hitler, il mio amico d’infanzia”) attraverso Leopold Stocker Verlag. Il manoscritto originale, scritto nel 1943 da Martin Boorman, era composto da 150 pagine ma è stato ampliato a 352 pagine più tardi, aggiungendo diverse immagini: cartoline e bozzetti donati a Kubizek da Hitler da giovane, tra il 1906 e il 1908. Il libro è suddiviso in tre parti e consiste in un prologo, 24 capitoli e un epilogo.
Il libro ha suscitato scalpore dopo la sua pubblicazione nel 1953 ed è stato successivamente tradotto in diverse lingue.

Nell’epilogo Kubizek scrisse: “Sebbene io, individuo fondamentalmente apolitico, fossi sempre rimasto lontano dagli eventi politici di quel periodo che si concluse per sempre nel 1945, tuttavia nessun potere sulla Terra potrà mai costringermi a negare la mia amicizia con Adolf Hitler. “.

La seconda moglie e vedova di Kubizek, Pauline (1906-2001) ha avuto il merito di aver fornito ulteriori fotografie alla Stocker Verlag per una quarta edizione del libro pubblicata nel 1975.

L’8 gennaio 1956 Kubizek fu nominato primo membro onorario del Musikverein di Eferding.

Morì il 23 Ottobre 1956, all’età di 68 anni, a Linz e fu sepolto a Eferding.

Stefanie Rabatsch (Isak, 28 Dicembre 1887 – n.c. 1973) è stata una donna austriaca,  di origine non ebraica, portata alla ribalta della cronaca da August Kubizek come il presunto amore segreto dell’adolescente Adolf Hitler.

Kubizek ha affermato che Hitler si era innamorato di lei dopo che lei aveva fatto una passeggiata vicino a lui a Linz, e l’aveva guardato. Nella storia di Kubizek, tuttavia, Hitler non ha mai avuto il coraggio di parlarle e spiegare i suoi sentimenti. Anni dopo Stefanie sposò un ufficiale dell’esercito austriaco. Quando Stefanie ha saputo di essere stata oggetto di un amore segreto di Adolf Hitler, ho affermato in varie interviste che non era mai stata a conoscenza dei sentimenti di Hitler nei suoi confronti.
Kubizek descrive per la prima volta l’ossessione di Hitler: “Una sera, nella primavera del 1905, mentre percorrevamo la nostra consueta passeggiata, Adolf mi prese per un braccio e mi chiese eccitato cosa pensassi di quella snella ragazza bionda che camminava a braccetto lungo la strada della Landstrasse con sua madre. “Devi sapere che sono innamorato di lei”, aggiunse risolutamente.

Stefanie Isak proveniva da una famiglia di alto ceto sociale ed aveva un anno più di Adolf. Kubizek la descrive come “una ragazza dall’aspetto distinto, alta e magra, con i capelli folti e chiari, che aveva quasi sempre i capelli raccolti, e i suoi occhi erano molto belli”.

Kubizek scrisse che Hitler odiava coloro che flirtavano con lei, specialmente gli ufficiali militari, che chiamava “idioti presuntuosi”; ha continuato dimostrando “un’ostentazione senza compromessi verso la classe degli ufficiali nel suo insieme e tutto ciò che era militare in generale“. Lo infastidiva seriamente che Stefanie si mescolasse a quei fannulloni che, insisteva, indossavano corsetti e usavano profumo”. Stefanie amava ballare e prendeva lezioni, mentre a Hitler non piaceva ballare e lo confidò all’amico: “Stefanie balla solo perché obbligata dalla società da cui purtroppo dipende… Una volta che Stefanie sarà mia moglie, non avrà più minima voglia di ballare! “.
Nel Giugno 1906, Stefanie avrebbe regalato a Hitler un sorriso e un fiore dal suo bouquet mentre passava in carrozza. Kubizek descrive la scena come segue:
Non ho mai più visto Adolf così felice come in quel momento, quando la carrozza è passata, mi ha trascinato da una parte e mi ha rivelato con commozione quel fiore, considerandolo un impegno visibile del suo amore, sento ancora la sua voce, tremante con eccitazione, “Lei mi ama!”

Dopo che la madre di Hitler morì di cancro al seno nel 1907, il corteo funebre passò da Urfahr a Leonding. Kubizek ricorda che Hitler disse di aver visto Stefanie al corteo funebre, il che gli diede un po’ di consolazione. Kubizek afferma che “Stefanie non aveva idea di quanto Adolf fosse innamorato di lei: lo considerava un ammiratore un pò timido ma straordinariamente tenace e fedele, e quando lei rispondeva con un sorriso al suo sguardo indagatore, era felice e il suo umore diventava diverso da qualsiasi cosa si era mai visto in lui, ma quando Stefanie, come spesso succedeva,  freddamente ignorava il suo sguardo, Hitler si bloccava ed era pronto a distruggere se stesso e il mondo intero, Kubizek afferma che Hitler gli aveva confidato di aver pianificato di rapire Stefanie e uccidere lei e lui stesso saltando da un ponte nel Danubio.

Stefanie ha dichiarato in seguito alla ribalta dei media che non era a conoscenza dell’attenzione di Hitler, ma che aveva ricevuto un anonimo lettera d’amore che le chiedeva di aspettare che si laureasse per poi sposarlo, lettera che attribuiva a Hitler solo dopo aver appreso del suo amore segreto: “Una volta ho ricevuto una lettera da qualcuno che diceva che avrebbe frequentato l’Accademia delle Arti e che io dovrei aspettarlo, sarebbe tornato e mi avrebbe sposato! Ma non avevo idea di chi fosse l’autore di quella lettera.

Il 24 Ottobre 1910 Stefanie sposò Maximilian Rabatsch a Vienna in St. Gertrud, Mäynollogasse 3, nella parrocchia di Währing. Massimiliano era un capitano di un reggimento austriaco. Rimase vedova e dopo la fine della seconda guerra mondiale andò a vivere a Vienna.

Adolf aveva la cultura, e la classe di gentiluomo per essere tra i primi e più alti in grado nella società del suo tempo, ma queste attenzioni gli furono negate, come gli furono negati un padre amorevole e gentile, e una madre che potesse continuare a guidarlo nell’adolescenza. Adolf non smise tuttavia di sognare al contrario dell’amico Gustl e anni dopo, grazie alle sue capacità negate per lungo, lunghissimo tempo, insieme a quella che doveva essere un’altra vita, raggiunse il potere ed era pronto a realizzare quei sogni, ma si era fatto tardi.

Il tempo e la caducità umana pulsante tra dolori e deliri furono insieme la sconfitta più inesorabile per lui, e per le genti e le terre che popolavano i suoi sogni.

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