Storia : Analisi del Diario di Anne Frank

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Odio le premesse, e le introduzioni, questo dovuto al desiderio di parlare, scrivere, dialogare tra pari. Ma purtroppo…

Il Test di una Civiltà consiste nel modo in cui essa si cura delle sue componenti indifese“, Pearl S. Buck

Premessa

Ci siamo chiesti per giorni e giorni se avremmo fatto la cosa giusta a pubblicare questa analisi. Non vogliamo dare sponde di attacco ai fascisti, gli esseri, dopo i marxisti, più stupidi del pianeta. Quando gli israeliani bombardano Gaza, uccidendo i civili, cosa avvenuta massivamente in questi giorni, e nascosta dai media, sia i primi che questi ultimi non si fanno alcun problema di sorta sia nell’uccidere innocenti che nel coprire questa vile barbarie, ergo perchè dovremmo farci problemi, o avere sensi di colpa nell’analizzare questo racconto?

Dobbiamo assolutamente dire, prima di iniziare, che crediamo fermamente che nessuno abbia letto veramente questo libro, e che esso sia ormai considerato alla stregua di un dogma, cioè qualcosa a cui devi credere per fede e non per ragione, per scienza.
Inoltre la figura che ne viene fuori dei nazisti intorno al rifugio degli otto è l’esatto contrario di quello che l’immaginario collettivo potrebbe pensare di avere in una situazione simile.

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Introduzione

Qualsiasi evento storico dovrebbe essere accettato per essere analizzato a seguito di storie o eventi. Evidenze, file come fotografie, mappe, documenti, certificati, ma soprattutto secondo il contesto logico e storico dei dati in cui ogni evento si è svolto. Quando si affronta una serie “continua” di illogicità, incongruenze e paradossi, ciò che viene analizzato come un fatto allora cade dalla storicità e rimane solo da considerare come una mera ostinazione nel perpetrare una bugia spacciandola come verità.

Questo Diario non da forza all’essere umano nella resistenza contro la barbarie dell’uomo sull’uomo, ma la rafforza, e la cosa che mi sbalordisce, come se fosse un androide che cercasse una strategia per sterminare il genere umano, è che il Diario di Anne Frank è una bellissima storia, triste, di speranza, di rassegnazione, di amore, di senso della famiglia, di sopravvivenza. Una storia che vale la pena di essere letta in un mondo che perde la ragione e inizia una truce barbarie nell’uomo che uccide l’uomo, e stupra le sue carni.

Anche se , come leggerete, noi non crediamo che essa sia avvenuta per come i fatti vengono narrati nel diario, poco importa. I lager della seconda guerra mondiale, americani, giapponesi, tedeschi, sono stati una grande vergogna. Non c’e’ onore nel fare prigionieri indifesi, anziani, donne e bambini, non c’e’ onore e dignità nel far loro del male, allora come oggi.

 

Analisi

Anna Frank nacque nel 1929 a Francoforte e morì nel 1945 dopo aver contratto il tifo, una malattia pericolosa e diffusa soprattutto in tutte le prigioni europee dell’epoca, compresi, e criticamente, i campi di concentramento tedeschi.

Secondo quello che si conosce, la famiglia del Sig.Otto Frank si trasferì dalla Germania in Olanda, ad Amsterdam, dove lo status di nemici del Reich fu attribuito sistematicamente anche a tutti gli ebrei non tedeschi, e non tedeschi in generale, che nel 1942 iniziarono ad essere deportati nei campi di concentramento così come fecero gli americani a nello stesso tempo insieme ai giapponesi, agli italiani e ai tedeschi.

Secondo il racconto, che da questo momento daremo per vero, la famiglia Frank decise di nascondersi, e non di nascondersi in montagna, in una grotta, o nelle gallerie fognarie, ma nel retro di un magazzino, al primo piano, in una casa di proprietà dello stesso Otto Frank, e lì vi rimasero con altri quattro ospiti, per due lunghi anni.

Dal 1942 Anne, una ragazzina di 13 anni, incominciò a scrivere le sue giornate in un diario, presumibilmente un quaderno stile block-notes, taccuino, o simile.

L’ala segreta del magazzino aveva un unico ingresso, una porta altrettanto segreta, che all’esterno era camuffata da un finto muro con mensole.

Il magazzino era abitato durante il giorno da due operai che lì lavoravano e che non conoscevano degli otto ebrei nascosti nell’edificio, secondo il racconto.

Il magazzino si trovava su una strada trafficata e ne consegue che altre case, con ovvie finestre, balconi e soffitte, circondavano l’edificio. Esistono anche foto a tal riguardo.

Otto Frank era un banchiere e, una volta stabilitosi nei Paesi Bassi, avviò un’attività. In seguito i tedeschi, penetrando e mettendo sotto il loro regime l’Olanda, fecero in modo di applicare le leggi razziali, così Otto decise di riparare se stesso, la sua famiglia e alcuni amici in un nascondiglio ricavato dietro una porta segreta camuffata da muro con mensole che apriva ad un’ala segreta dell’edificio accessoriata di stanze, bagno, soffitta, letti, cucina, etc. L’alloggio segreto si trovava in un edificio di tre piani, in Street Prinsegracht 236.

Nel Diario, oltre ad Anne, compaiono i seguenti personaggi:
Margot Frank, la sorella di Anne
Otto Frank, il padre di Anne
Edith Frank, la madre di Anne
Sig. Van Daan, (Hermann Van Pels)
Signora Van Daan, (Auguste Van Pels)
Peter Van Daan, figlio dei coniugi Van Pels
Ilbert Dussel, (Fritz Pfeffer), dentista
Miep Gies, amica di famiglia
Elli, amico di famiglia
Mr. Kraler

 

Ragazzina e Scrittrice

Prima di verificare passo passo con metodo forense quanto scritto nel Diario, è utile avere un’idea di chi sia l’autrice: una ragazzina di tredici anni, pare in grado scrivere un diario in una buona ortografia, senso logico, sforzi di coerenza, etc; il Diario di Anna è tuttavia ben equivalente ad un vero libro scritto da un autore professionista.
Si possono leggere particolari annotazioni, spaccati di vita e aneddoti, in forme grammaticali più o meno complesse, notando uno stile di scrittura adeguato e non banale nel complesso, maturo e adolescenziale a fasi alterne, sebbene questa tredicenne scrivesse per la prima volta con una “penna” un qualcosa con un degno e vero “stile” di scrittura.
Ad esempio, è uno stile, o una giustificazione per Anne, indirizzare le pagine del suo diario ad un’amica immaginaria di nome Kitty.
Oppure usando certe parole, come “ipocondriaco” e “straziante”, e, come scrive lei stessa, dubitando che siano, o meno, parole correttamente scritte e usate per descrivere i suoi racconti.

In un secondo momento, il ricorso all’uso del dizionario per conoscere il significato delle parole piu’ tecniche ed umanistiche viene menzionato da Anne.

 

GIOVEDI’ 1 OTTOBRE 1942

Anne ci racconta di Lewin, chimico-farmacista ebreo, che lavora per il Sig. Kraler, e che, nei suoi scritti, si muoveva liberamente per Amsterdam.

Come faceva un ebreo, chimico, a muoversi liberamente per Amsterdan nel 1942?

Non aveva paura che poteva condurre le SS a catturarli nel magazzino?

Qui abbiamo un primo smacco contro i nazisti: considerati degli inetti, degli incapaci a riconoscere un ebreo come Lewin, arrestarlo, e fargli sputare i nomi dei luoghi dove altri ebrei erano nascosti attraverso qualsiasi mezzo, proprio come nei film.

 

SABATO 11 LUGLIO 1942

Anne descrive il quartiere, una grande casa commerciale e una fabbrica di mobili. Inizia quindi a descrivere la loro estrema paura di essere scoperti a causa dei rumori che normalmente ogni famiglia produce in una casa, questo nonostante lei affermi di avere spesso accesa una radio “inglese” per ascoltare regolarmente le sue trasmissioni. Ma fuori dal loro covo segreto, nell’ufficio privato di Otto, c’era meno paura che alcuni vicini sentissero, più che la radio, la tosse della sorella maggiore di Anne, a cui venivano somministrate “grandi quantità di codeina”. La codeina era Lewis a portarla ai Frank?

Le finestre erano coperte con “lenzuola trasparenti”, e Anne sottolinea il fatto che durante il giorno dovevano evitare di produrre rumori sul pavimento, come camminare con le scarpe, urtare i tavoli, spostare le sedie e stare attenti agli oggetti pesanti che potevano a finire a terra provocando rumore, rumore che avrebbe potuto essere notato dai garzoni che lavorano nel seminterrato o dai loro ospiti; Anne tuttavia non menziona il rumore prodotto dall’acqua del water usato da ben otto persone, o dei normai rumori idrici di pressione e corrente dell’acqua, rumori facilmente e udibili in tutta l’area della casa, segreta o meno.

Peter porta con sé il suo gatto, Moushi e se cerchi la parola “gatto” o “gatti” in tutto il testo noterai che è una parola molto ripetuta, questo induce a pensare che tenevano una scatola per i bisogni del gatto in soffitta?  O il gatto usciva per fare i suoi bisogni e poi ritornava? Anne scrive che il gatto aveva la sua lettiera in soffitta.

Le contraddizioni tra urla, rumori e volumi di voce, percorrono tutto il Diario, come se gli otto avessero un livello di paura su una scala mobile, un giorno più alto e un giorno meno alto degli altri.

Le dimensioni dell’edificio e la sua stanza nascosta, i gatti, gli ospiti per la notte (Miep e Henk), i letti, il bagno, il soggiorno, cambiano sempre versione descrittiva.

I servizi che aveva l’ala segreta della casa oltre all’acqua corrente erano anche l’elettricità (sabato 28 novembre 1942) … e perfino l’aspirapolvere …una radio, viveri, provviste e un forno a legna, dove usavano bruciare legna, avanzi di cibo, ecc., producendo ovviamente fumo dal camino, fumo ben visibile a chiunque si trovasse nell’area circostante ad osservare. I nazisti quindi erano degli sprovveduti idioti.

Anne conferma l’esistenza di “vicini” che sentivano rumori e discussioni provenire dal loro rifugio.

La luce si accendeva nelle ore serali, ignorando, oltre al fumo del camino, anche le “lenzuola trasparenti” alle finestre, e le ronde notturne delle SS.

 

VENERDI 9 OTTOBRE 1942

Anne, 13 anni, viene a sapere che agli ebrei arrestati e deportati in luoghi di prigionia vengono rasati i capelli (cosa perfettamente normale all’epoca per evitare la diffusione di pidocchi, pulci) e vengono portati a Westerbork, dove , Anne racconta, venivano costretti a condividere un lavatoio con altri 100 detenuti,  avendo pochissime latrine a disposizione. Inoltre Anne narra dell’ esistenza di una grande immoralità tra queste persone, molte donne e ragazze rimangono incinte mentre sono prigioniere. Sempre nella stessa data e pagina, Anne racconta che questi prigionieri non possono scappare, hanno il cranio rasato e un aspetto ebreo… e , lei dice: “Secondo noi li uccidono quasi tutti. La radio inglese dice che li gasano. Forse è il modo più veloce per morire…”. La radio inglese citata da Anne dovrebbe essere la BBC. Nell’Ottobre 1942 non credo si conoscessero dettagli su camere a gas o esecuzioni sommarie dei prigionieri.

Nello stesso giorno viene descritto un altro bizzarro avvenimento.

Una vecchia ebrea, paralizzata – seduta davanti alla porta di casa – aspetta la Gestapo, che (le aveva annunciato?) stava andando a prendere un’auto per portarla via, citazione: “vecchia ebrea storpia sedeva paralizzata su alcuni gradini e aspettando che la Gestapo la portasse via.”.

SABATO 28 NOVEMBRE 1942

Anne è contenta, ha saputo, non è dato sapere come, che toglieranno la corrente elettrica alla casa per quindici giorni.

 

GIOVEDI’ 11 NOVEMBRE 1943

Credo che questa data rappresenti la chiave di volta di quasi tutta la storia.

Anne scrive l‘Ode alla sua penna stilografica. Pare Anne amasse molto quella penna stilografica regalatale dalla nonna di Aquisgrana in una custodia di pelle rossa e come oggi i bambini non si separano dai loro smartphone, Anne non voleva mai separarsi da quella penna. Ma purtroppo un giorno, forse per distrazione, la penna finii nei fornelli, insieme agli avanzi di cibo. Lo si evince dal presunto ritrovamento nella cenere del fermaglio metallico, ma non della “grande punta laccata d’oro”.

Singolare, cupa ma profetica, appaiono qui le parole di Anna per rendere onore e tributo alla sua penna scomparsa: “… la mia stilografica è stata cremata… proprio come vorrei essere io… un giorno…”.

Chiaramente e ovviamente prima di questa data il Diario era stato scritto con questa penna, quindi, a partire da questa data non fu più usata la stessa penna, e sarebbe interessante esaminare i testi originali per confermare questa analisi pre-forense, cosa pare che è stata fatta qualche decade fa.

Questo particolare ha dato anche una spinta alle correnti negazioniste per affermare che il Diario è un falso, scritto con la penna bic, che fu in commercio solo a partire dal 1950, anche se inventata nel 1944. Difficilmente una famiglia nascosta nell’Amsterdam del 1943 poteva disporre di una simile invenzione, se fosse vero che a partire da questa data il Diario venne scritto con una penna bic.

Ad aumentare il nostro sincero dolore c’e’ anche il fatto che la pagina wikipedia della Bic cristal non ha traduzione in Italiano, credo per questi motivi appena citati.

 

SABATO 27 FEBBRAIO 1943

Otto Frank ha venduto la casa senza informare il padrone di casa?!?!

Una mattina arriva un architetto a vistare l’intera casa con un acquirente . Tuttavia, ogni volta che i due vogliono vedere il resto della casa, usa la scusa di aver dimenticato le chiavi di una porta segreta tra le due ali dell’edificio. Quale porta? Non era una porta segreta? Un momento, quali ali dell’edificio? Non era un muro ricoperto con mensole mascherante l’ala segreta dell’edificio?

 

MERCOLEDI’ 10 MARZO 1943

I Van Daan sentono dei passi in soffitta… vengono attribuiti a dei ladri, la signora Van Daam si preoccupa delle salsicce e dei fagioli tenuti in soffitta, e che si trovano vicino alla lettiera per gatti (non un gran posto per riporre del cibo). Sorprende apprendere che le preoccupazioni della signora erano la lettiera e il cibo, ma non il fatto che i ladri avrebbero potuto benissimo identificare la presenza della famiglia nell’edificio.

Anne non fa mistero in molte parti del Diario di criticare aspramente sia sua madre che la signora Van Daam, definendole in molte occasioni come delle idiote.

Idiote che stavano beffando in piena vista gli orrendi mostri nazisti tuttavia.

 

MERCOLEDI’ 4 AGOSTO 1943

In questo giorno c’è il racconto di tutti i rumori prodotti dagli otto durante le ore serali e/o notturne: culle che si aprono con un forte rumore sferragliante, sedie che si spostano, letti spinti verso le finestre, il cigolio delle molle e delle porte, e perfino al mattino la sveglia meccanica “suoneria” del mattino.

 

GIOVEDI’ 5 AGOSTO 1943

Un’altra voce parla di come la signora Van Daam passasse l’aspirapolvere sui suoi tappeti alle 12:30, non appena i ragazzi fossero usciti per la pausa pranzo. Incurante del rumore di quella macchina sicuramente filtrante dalle finestre.

 

GIOVEDI’ 3 FEBBRAIO 1944

La data da sola ci fa immaginare il periodo come il più duro e oscuro di tutta la guerra giunta ormai al suo culmine: carestie, malattie, morte, privazioni, fame. Nonostante molte famiglie stessero affrontando tempi estremamente difficili, si percepisce che a casa di Frank era il contrario. In effetti, è ammesso nelle pagine che spesso davano da mangiare al personale dell’ufficio e aiutavano con le loro scorte in modo abbastanza decente.

A parte tutto ciò, candele, carbone e legna sono sempre in quantità adeguata per soddisfare le esigenze quotidiane degli otto inquilini. Di tanto in tanto Peter fa anche del suo meglio per lavorare come “carpentiere”, in particolare quando Anne guarda Peter mentre taglia la legna in soffitta.

MERCOLEDI’ 23 FEBBRAIO 1944-LUNEDI’ 28 FEBBRAIO 1944

La Musica Immortale dei Maestri tedeschi.

VENERDI 3 MARZO 1944

Il venerdì sera è tradizione ebraica bruciare candele a scopo religioso, onorare il c.d. Shabbat. Candele, luce elettrica e teli trasparenti dal terzo piano di una Amsterdam in pieno 1944. Intendiamoci, tutto questo mentre si cerca di restare nascosti.

 

MARTEDI 14 MARZO 1944

Anne ci racconta della donna delle pulizie nell’area non nascosta dell’edificio e, allo stesso tempo, di come la signora Van Daan stava preparando un pranzo a base di una conserva di cavolo di un anno, e di come l’odore fosse così nauseabondo da essere paragonato a prugne marce, e uova putrefatte.

Quindi, odore pungente, come di fogna, ma la donna delle pulizie ignara degli otto, e che apparentemente si era dimenticata che esistesse un’altra area nell’edificio, nonostante in precedenza, cioe’ prima della fuga degli otto, l’avesse pulita come il resto della casa.

 

LUNEDI’ 27 MARZO 1944

Anne conferma che la radio rimane in funzione dalla mattina alla sera.

 

MERCOLEDI’ 29 MARZO 1944

Questa è una data importante perché conferma l’ovvietà, cioè che gli altri sapevano che Anne stava scrivendo un diario e quindi aveva/deteneva memorie scritte. Non è chiaro come si possa provare il contrario. Gli otto non abitavano in un castello, non uscivano, e hanno avuto il tempo di studiarsi a vicenda per due lunghi anni, per come raccontato nel libro, Otto, evidentemente, sa che la figlia scrive appunti, fatti e date. Ciò verrà poi confermato l’11 aprile 1944.

 

MARTEDI’ 11 APRILE 1944

I ladri cercano di entrare nel magazzino. E se non sono ladri ed è la Gestapo? Poco importa… gli uomini del covo segreto si precipitano nelle stanze del pianterreno per bloccare i presunti malviventi. Ma Otto , dopo, quindi iniziò a preoccuparsi per un raid delle SS e disse agli altri di questa sua preoccupazione, addizionata da un’altra paura “… troveranno anche il diario di Anne…“.

 

SABATO 13 MAGGIO 1944 e GIOVEDI 25 MAGGIO 1944

Una pagina che ci fa riflettere sulla sofferenza e la ristrettezza che dovevano soffrire tante famiglie di civili durante la seconda guerra mondiale, ma non nel rifugio dei Frank, sempre rifornito con viveri come uova, yogurt, birra, torte di spezie e pure libri. Anne fa anche riferimento all’odore delle sue rose e le paragona ai garofani di Miep e Bep. C’è da chiedersi, perché ci si curava di disporre anche di rose e fiori freschi in un disperato tempo come quello, e meglio ancora, da dove provenivano i fiori?

GIOVEDI’ 25 MAGGIO 1944

Il fruttivendolo di Frank viene arrestato, per aver nascosto due ebrei in casa sua, ma i Frank non sono preoccupati che il fruttivendolo conosca la loro posizione e possa segnalarla alle SS, ma piuttosto che non saranno più in grado di essere riforniti di sacchi di patate e verdure come avveniva prima.

 

MARTEDI 13 GIUGNO 1944

È il 15° compleanno di Anne. Riceve molti regali, persino caramelle e un braccialetto d’oro. Le immagini che si possono percepire non indicano affatto un ambiente aspro e pauroso, poiché a parte l’abbondanza di cibo, vestiti, libri e altri doni, anche Peter è riuscito a regalarle un “adorabile” bouquet di peonie. Non sembrerebbe proprio un ragazzo così spaventato, dato che ha rischiato girovagando fuori dal rifugio in cerca di un buon regalo, come i fiori. Menziona anche i suoi tentativi falliti nellottenere qualcosa di diverso dai fiori, chiaramente non stava vagando per la casa, a meno che non stessero coltivando peonie in soffitta.

21 Luglio 1944

Perchè Anne diventa ottimista in questa data ?  Ha saputo dell’Operazione Valchiria? Ma il mondo fuori dalla Germania conobbe di Valchiria (20 Luglio 1944) solo una settimana , o dieci giorni dopo.

*

End : “Altri Ebrei consegnarono i Frank alla Gestapo?”

Il 4 Agosto 1944, la polizia tedesca fa irruzione nella casa dei Frank e arresta gli otto.Non è dato sapere come fece la Gestapo a conoscere del loro nascondiglio, ma recenti studi sono giunti alle conclusioni che un notaio ebreo Arnold Van den Bergh tradì i Frank per salvare la sua famiglia, anche se non ci sono, e forse mai ci saranno prove definitive su questo. Inoltre, altro, o ennesimo smacco per i nazisti della Gestapo, questa non compì nessuna perquisizione pervasiva della casa dopo la cattura dei suoi occupanti. Cosa che definirei impossibile. Gli agenti nazisti che fecero irruzione nel covo trovando gli otto non potevano non frugare tra libri e scartoffie per avere maggiori informazioni su chi erano gli abitanti di quella casa e su chi erano i loro contatti nel mondo esterno. Mi dispiace sinceramente ma è impossibile.

Secondo le cronache storiche del dopoguerra fu Miep, in seguito alla fine della guerra, a trovare il diario sul pavimento del rifugio una volta tornata lì, quindi il diario non era stato nascosto durante l’irruzione della Gestapo, era per terra, in piena vista.

 

Legacy.

Il diario è stato poi consegnato all’unico sopravvissuto della famiglia, Otto Frank, il quale ha dichiarò di non essere a conoscenza del fatto che sua figlia avesse tenuto un diario durante gli anni della clandestinità, contraddicendo il racconto dello stesso diario.

Il Sig. Frank rimosse anche alcune pagine del diario, a quanto pare quelle in cui sua figlia si abbandonava a parlare con zelo e curiosità del suo organo riproduttivo, menzionando anche la masturbazione. Per quanto comune o non comune sia per un’adolescente scrivere di queste cose nel proprio diario, solleva sicuramente domande il fatto per cui suo padre le avrebbe tenute dopo averle strappate dal libro e non semplicemente buttate via o bruciate. Pare siano state incollate. Cosa recentemente provata ufficialmente.

Otto disse in seguito di essere stato influenzato da un amico di famiglia, che , coincidenze del caso, lavorava in una casa editrice e quest’ultimo convinse il primo che il diario avrebbe rappresentato le esperienze di tutti coloro che avevano resistito contro il “male” durante la guerra.

Da qui in poi crediamo che parte del Diario sia veramente stato scritto dalla tredicenne Anne Frank ma non l’intero Diario, e che molte parti di questo furono aggiunte, o modificate, in seguito.

Il libro è stato pubblicato nel 1947.

Wikipedia:

Il pensionato tedesco Ernst Römer ha accusato Otto Frank di aver modificato e fabbricato parti del diario di Anne nel 1980. Otto ha intentato una causa contro di lui e la corte ha stabilito che il diario era autentico. Römer ha ordinato una seconda indagine, coinvolgendo l’Ufficio federale di polizia criminale di Amburgo (Germania) (Bundeskriminalamt (BKA)). È stato stabilito che parti del diario sono state scritte con inchiostro a penna a sfera, che non esisteva prima del 1951. I giornalisti non sono stati in grado di contattare Otto Frank per domande poiché è morto all’epoca della scoperta.[72]

La copia originale del diario non è mai stata resa pubblica. Il Diario pare conservato in un caveau di una banca svizzera, ma gli amici olandesi del museo di Anne Frank dicono che la vera copia è esposta nei loro locali in una teca di vetro.

Il 9 Ottobre 1980 il New York Post titolò:

I risultati dei test effettuati nei laboratori BKA mostrano che alcune parti dell’opera [il diario di Anna Frank], in particolare il quarto volume, sono state scritte con una penna a sfera (Ballpoint Pen)”, Al Fredricks, New York Post, 9 Ottobre 1980

Un rapporto del Federal Criminal Investigation Bureau (BKA) indica che parti del diario di Anne Frank sono state modificate o aggiunte dopo il 1944, mettendo in dubbio l’autenticità dell’intera opera, ha spiegato il settimanale della Germania occidentale Der Spiegel.

Nel frattempo, il “racconto” quotidiano dell'”angoscia” di una giovane ragazza ebrea e della sua famiglia nascosti nella loro casa di Amsterdam durante l’invasione nazista ha raggiunto il cuore di milioni di persone.
Da quel momento il fattore emotivo, e quello che Norman Finkelstein definisce come la propaganda dell’Olocausto, ha sostituito il pensiero critico nella massa, tramutando lo stesso racconto in un dogma.

Un altro revisionista ma autore anti-nazista, tal Ditlieb Felderer, ha scritto diverse recensioni ed infine un libro affermando che il diario di Anne Frank è un falso storico di proporzioni enormi.
Tuttavia, dall’esame del manoscritto non sono emerse prove concrete in grado di rimuovere ogni speculazione sull’autenticità dei primi tre taccuini.

Potrei concludere riaffermando quanto scritto in precedenza: parti del diario sono sicuramente il racconto di una ragazzina tredicenne, ma altre sono incongruenti, perfino contraddittorie, e hanno aperto, loro malgrado, la strada ad una critica negazionista che tuttavia non ha avuto alcun effetto sui porci fascisti che usano gadget dell’olocausto, e la stessa immagine della povera ragazzina, per una disgustosa contro-propaganda pseudo-culturale che ben poco ha a che fare con come sono andati i fatti.

Anne Frank si ammalò di tifo nel campo di Bergen-Belsen e morì nel Marzo 1945. Possa riposare in pace.

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