Può Un Aplogruppo Identificare Un Europeo Come Ebreo? “Non Sia Sciocco Lang, Decidiamo Noi Chi E’ Ebreo e Chi Non Lo E’!”, J.Goebbels

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Non mi sono occupato mai degli studi genetici su Adolf Hitler qui, pur conoscendo che nei recenti anni si sono compiuti studi a tal riguardo, fino ad oggi.

Il Corriere della Sera il 26 Agosto del 2010 pubblica un articolo, che tradotto vuol dire “copia un articolo estero“(24 Agosto 2010) , come sempre, dove si riporta uno studio genetico sui discendenti di Adolf Hitler dal quale si conclude che la presenza dell’Aplogruppo Eib1b1 identifica Adolf Hitler come avente origini ebraiche e nordafricane.

Ieri scopriamo l’esistenza dell’articolo e prendiamo per il collo il Corriere della Sera.

Così l’autore dell’articolo, un ignorantone, si affretta a scrivere una singolare prefazione allo stesso articolo del 2010

Questo articolo, scritto nell’agosto 2010, prende spunto da alcune ricerche che non vengono mai proposte come definitive, ma presentate con molta cautela e una buona dose di dubbio, come è mia consuetudine. E soprattutto il pezzo non tiene conto delle ricerche condotte nel successivo decennio, quindi non può essere usato come spiegazione e/o giustificazione delle affermazioni fatte dal ministro degli Esteri russo, Lavrov, in un programma di Rete4 nel maggio 2022.

Quando Goebbels comunicò a Fritz Lang che per volere supremo del Cancelliere Adolf Hitler gli venisse proposto di diventare il regista cinematografico ufficiale del Terzo Reich, Lang gli obiettò che questo non sarebbe mai avvenuto “…Ministro, Lei dimentica che Io ho origini ebraiche..”. Dopo una breve risata, Goebbels gli rispose magistralmente : “Suvvia Lang non sia sciocco…Decidiamo Noi chi è Ebreo e chi non lo è!“.

History.com:

Nei decenni successivi alla morte di Adolf Hitler, l’ascendenza del leader nazista è stata oggetto di speculazioni dilaganti e intense controversie. Alcuni hanno suggerito che suo padre, Alois, nato da una donna non sposata di nome Maria Schickelgruber, fosse il figlio illegittimo di Leopold Frankenberger, un giovane ebreo la cui famiglia la impiegava come domestica. (In seguito sposò Johann Georg Hiedler – in seguito scritto “Hitler” – il cui cognome adottò suo figlio.) Altri hanno affermato che il padre biologico di Alois era anche il nonno della madre di Hitler, Klara Pözl, rendendo Adolf il prodotto di un matrimonio incestuoso.

Per svelare il mistero delle radici del Fuhrer, il giornalista belga Jean-Paul Mulders ha collaborato con Marc Vermeeren, uno storico che ha scritto molto su Hitler e i suoi antenati. Il duo ha raccolto campioni di saliva da 39 dei parenti viventi del famigerato dittatore, tra cui un pronipote, Alexander Stuart-Houston, che vive a New York, e un cugino austriaco identificato solo come “Norbert H”. Sono stati quindi condotti test per rivelare i principali aplogruppi dei campioni, che sono insiemi di cromosomi che i genetisti usano per definire popolazioni specifiche.

Scrivendo sulla rivista in lingua fiamminga Knack, Mulders ha riferito che l’aplogruppo più dominante dei parenti, noto come E1b1b, è raro negli europei occidentali ma comune tra i nordafricani e in particolare le tribù berbere del Marocco, Algeria, Libia e Tunisia. È anche uno dei principali lignaggi fondatori della popolazione ebraica, presente nel 18-20% degli ebrei ashkenaziti e nell’8,6-30% degli ebrei sefarditi. In altre parole, l’albero genealogico di Hitler potrebbe aver incluso antenati ebrei e africani.

La tragica ironia della scoperta, ovviamente, è che il regime nazista di Hitler spazzò via sistematicamente circa due terzi della popolazione ebraica europea tra il 1933 e il 1945. Le persone di origine africana erano anche considerate nemiche degli ariani, la cui presunta purezza e superiorità razziale erano al centro della retorica letale dell’autore del “Mein Kampf”. Come ha scritto Mulders nell’articolo di Knack, “Si può da questo postulato che Hitler fosse imparentato con persone che disprezzava”.

Come parte della sua continua ricerca per definire l’eredità del Fuhrer, Knack spera di condurre test del DNA su un frammento di mascella e un pezzo di stoffa macchiato di sangue recuperati dal bunker di Berlino dove Hitler si sarebbe suicidato. Il governo russo ha conservato questi manufatti nei suoi archivi dal 1948 e continua a garantirne l’autenticità nonostante uno studio contraddittorio del 2009 condotto da scienziati americani.

Dalla pubblicazione dell’articolo di Knack il 18 agosto 2010, gli accademici si sono affrettati a sottolineare che questo non significa necessariamente che l’uomo che ha ispirato l’Olocausto fosse ebreo, africano o una combinazione dei due. L’aplogruppo E1b1b funziona in altri gruppi etnici, ad esempio, e l’analisi del DNA rimane una scienza inesatta. Ma una cosa sui risultati di questo studio è certa, come ha osservato Ronny Decorte, un genetista intervistato da Knack: “Hitler non sarebbe stato contento”.

Ad Hitler non sarebbe importato una mazza.

Tutta questa storia è una straballa gigante.

Gli AshkeNazi non sono ebrei, o meglio, non sono semiti.

Non hanno un aplogruppo che li identifica diversamente dalla stragrande maggioranza degli europei.

Fine. Abbiamo pubblicato un discreto numero di post con questa storia e le storie conseguenti.

Werner Goldberg sembra pensare : “Vi sembro Ebreo? Infatti lo sono. Vi sembro tedesco? Infatti lo sono. Vi sembro combattere per il Terzo Reich? Infatti combatto per il Terzo Reich”

 

Per una maggiore comprensione vi invitiamo a leggere:

Secondo Conflitto : I 150000 Ebrei che Servirono, Lottarono, e Morirono per Adolf Hitler e il Terzo Reich

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