Pizzagate : Il Caso Jeffrey Dahmer, Quando Il Diavolo Assume Il Nostro Controllo, Non Per Nostra Scelta, E Possiamo Ancora Fermarlo

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La storia intera ed integrale di Jeffrey Dahmer è un manuale che dal Medioevo di secoli fa si estende fino al Medioevo dei nostri giorni

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“Finché non renderai cosciente l’inconscio, questo dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino.”
_______________________________Carl Gustav Jung

 

Nella vita degli individui svolge un ruolo fondamentale l’educazione , o programmazione, dei genitori, la loro consapevolezza dell’ambiente dove essi vivono, paragonato ad altri ambienti, la loro conoscenza della Storia Umana, i valori portanti che sono in grado di portare avanti una società civile.
Mancando anche solo una di queste colonne portanti, il tempio psichico e fisico di un individuo viene messo a serio rischio.

Ma questa è una Simulazione*. E’ chiaro che queste variabili siano difformi, assenti, presenti negli esseri umani.
Un essere nato, come scaraventato, nella brutalità di questo perenne Medioevo o ha un paracadute educativo o semplicemente non lo ha.

La Simulazione ha comunque bisogno di mostrarci che il male è necessario, che esso è parte e parcella integrante della vita stessa.
E per farlo essa crea individui come Jeffrey Dahmer…

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Coloro che sono cresciuti e che crescono nella bambagia non sono stati “programmati” per “capire”, o per “vedere” così come insegnò il Nagual Don Juan al suo discepolo Carlos Castaneda, semplicemente perchè la Simulazione ha bisogno di questi ciechi e sordi alla bellezza e all’orrore del suo Creato.

Qualche squilibrio chimico dovuto alle numerose droghe ingerite dalla madre che lo aspettava nascere è la causa con cui spieghiamo la mente di Dahmer.
Ma niente può spiegare meglio il suo “codice” se non gli anni della sua infanzia ed adolescenza.
Il rapporto conflittuale dei genitori, l’instabilità caratteriale della madre, e le sue esperienze da bambino seguirono Jeffrey per tutta la sua vita, ed oltre le sue stesse consapevolezze.

Già plurale.

Jeffrey prende consapevolezza della violenza del mondo da bambino, sia per quella domestica , seppur verbale, sia per quella scolastica, seppur verbale.
Ma sviluppa una passione che lo tiene legato al suo fragile ed unico mondo dove è aggrappato : la vivisezione degli animali.
Questo gioco di chirurgia, insegnatogli dal padre, rimase il perno della sua vita finchè Jeffrey assunse una nuova consapevolezza.
Quell’hobby lo legava a qualcuno che amava, nel tempo ricalcare quella passione lo convinse che essa poteva di nuovo legarlo a qualcun altro da amare.

La solitudine e l’alcool sono state molle formidabili per lanciare in orbita la natura del codice che si era formato e che si era eseguito in lui una stringa alla volta.

Quando gli fu spiegato cosa lui avesse esattamente , cioè l’essere affetti da splancnofilia, ossia un individuo che trova viscere e organi interni sessualmente eccitanti, in particolare nella consistenza e nell’aspetto di detti organi, come nella loro lucentezza. E qualsiasi cosa legata a questa “pulsione” , che il nostro codice, o codice comune, ritiene macabra, come la rottura, lo scoppio, di organi, diviene qualcosa di erotico per questo tipo di individui.
Ai dottori che lo ebbero in cura, il Dottor Dietz in particolare, Dahmer raccontò di aver capito da giovane questa sua tendenza quando fece visita ad un museo di scienza con la sua scolaresca e lì veniva mostrato un cadavere sezionato anatomicamente. Dahmer disse di essersi eccitato a vedere quegli organi venire tirati fuori e una volta alla luce vederli luccicare.

Dahmer non aveva alcuna conoscenza di filosofia o storia del mondo. La sua spiegazione del Creato non era dissimile a quella degli uomini preistorici.
O Male o Bene. E lui era abbastanza “consapevole” per questa sua preistorica visione di essere il Male.

Jeffrey Dahmer pensava realmente di essere Satana finchè non fu la Scienza a liberarlo da questa trappola escatologica.

s www.latimes.com 2022.09.22

Questa sua convinzione nel tempo lo portò a performare “rituali” ad egli stesso sempre più sofisticati, macabramente parlando.

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Le uccisioni e gli squartamenti venivano preceduti da un senso di profondo terrore che via via le sue vittime, una volta intrappolate, acquisivano.
L’adrenalina che pompava nel loro corpo ormai prossimo al sacrificio doveva aver attratto le voglie di Dahmer.
I cannibali satanisti delle Elite agiscono proprio in questo stesso modo.
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Lo avrebbero trovato in casa con un altare ricamato in pelle umana, mobili ricavati dai cadaveri, così come gli utensili, vani cucina con conserve e surgelati di carni afroamericane, e latine, e perfino una stanza-tempio contemplativo dove avrebbe evocato se stesso, rigenerandosi, se solo avesse avuto qualche mese in più di tempo per mettere in atto tutto questo.

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Fu proprio Jeffrey a confessarlo agli investigatori.

L’ultima consapevolezza, paradossalmente, fu la più amara per questo semidio degli Inferi. Chiese una bibbia, non chiese comprensione, chiese di essere punito, e ripercorse in una sintesi compatta la sua vita, o traducendo spiegò al mondo di aver vissuto seguendo il suo codice ma di non essere riuscito a fermarlo.

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Non ci riuscì, lui non lo dice, ma è chiaro perchè: tutti gli individui sono programmati per la ricerca della felicità, seguendo il suo codice lui stava solo seguendo ciò che lo rendeva felice, e lo teneva in vita, un eseguibile “senziente” non si comporterebbe differentemente, non sfuggirebbe al suo destino, semplicemente perchè Jeffrey, come gli altri, ha lasciato dominare il suo inconscio al posto della coscienza.

Vi siete mai svegliati intrappolati nel sonno? Totalmente “coscienti” ma impossibilitati a muovervi?
E più vi sforzate a muovervi più una forza uguale e contraria vi tiene fermi… non è così?

Jeffrey era incapacitato a frenare l’inconscio che dirigeva il suo essere alla ricerca della felicità, del suo posto nell’universo proprio come essere coscienti nel sonno.

La chiamano “Paralisi del Sonno”. Ma non fornisco il link alla relativa pagina di Wikipedia, dato che i loro consigli sono penosi, e pericolosi.
Durante la paralisi non dovete cercare di rimanere svegli, al contrario, dovete calmarvi e riaddormentarvi.
Pensate a questo stato di paralisi affrontato dalle persone nel Medioevo. Lo imputerebbero al Diavolo, o a qualche stregoneria. Oggi in tante parti del pianeta non è differente.
Da giovane ho affrontato questa paralisi molte volte.
Ma poi una dottoressa mi spiegò che essa era dovuta al mio stato di privazione della libertà a cui ero sottoposto, e che il mio inconscio somatizzava mostrandosi in uno Stato di Paralisi.
Una volta avuto quell’ “upgrade” il disturbo svanì.

Ogni codice malformato può essere riparato, o auto riparato. Se qualcuno avesse individuato in tempo il problema di Jeffrey, se fosse cresciuto in un altro ambiente, se non fosse stato lasciato solo, allora chissà…
sicuramente esistono tra noi tanti potenziali Jeffrey Dahmer, o se vogliamo, tanti killer seriali, pronti ad essere attivati dall’interazione o dalla non interazione con gli altri.

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L’ultima cosa che non trovo paradossale ma un pattern sistematico della Simulazione è la morte violenta subita dall’ “Ex-Diavolo”.
Diavolo che non era più parte di Jeffrey ma adesso era un Dio buono e misericordioso, Colui che era in grado di capire che Jeffrey si era pentito di ciò che aveva fatto e che non aveva potuto fermare.
Non troverete nulla di strano quindi quando sarete in “paradiso” e vi ritroverete accanto a Jeffrey.

Ha svolto il lavoro assegnatogli dal suo codice, ha preso consapevolezza di ciò che quel codice era, se ne è dissociato, e viene così premiato dalla Simulazione.
Magari lasciandolo squartare gli Einherjar caduti feriti nella battaglia mattutina del Walhalla per poi brindare con loro a cena in serata.

Controversa spiegazione, lo capisco.

Ma non lo è.

Leggi anche:

Devil’s Underworld : Jeffrey Epstein’s Dark Ring – Chapter Two

Il male “artistico” di Jeffrey purtroppo viene ripreso dall’Elite Satanista Occidentale, viene usato per la loro quotidianità di culto e ambiguità più o meno velata.

Qui Tony Podesta , fratello di John, servitore anch’egli dei Clinton,

e anch’egli grande amico di Jeffrey Epstein, qui esibendo le opere d’arte ispirate alle opere in carne umana di Jeffrey Dahmer…

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Kary Perry in a satanic artistic performance, inspired to Jeffrey Dahmer’s artwork

Cadaveri decapitati e in posa, e rituali satanici, cibo dei degenerati satanisti.

Cosa dunque prendere di positivo da questa incredibile storia d’orrore?

La consapevolezza.

 


*= [Spiegheremo della Simulazione più in avanti]

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