Caso Ungheria : I Giornalisti Italiani Non Sono Mai Entrati Nelle Segrete dei Palazzi di Giustizia In Italia, Prendetene Atto

Last updated on February 3rd, 2024 at 06:37 am

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Anche se il Barone e Tom non pubblicheranno per un pezzo nessun post, Io lo posso ancora fare, e lo faccio.

Authored by anonymous journalist via ilfattoquotidiano.it

Gentaglia spacciata e senza scrupoli, ecco chi sono loro.

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Pezzi di merda. Ha ragione Vittorio Sgarbi, e nonostante non ci stia simpatico per pregresse questioni, ora invece lo difendiamo da questi mediocri scandalisti che riescono a prendere in giro quella platea di diplomati che pensano commentando il loro schifo, che chiamano articoli, di essere dei qualcuno.

Sono dei nessuno. O avrebbero commentato come si dovrebbero commentare certe notizie di schifo come questa.

F.Q.:

La procura ungherese ha chiesto 11 anni di carcere per Ilaria Salis, l’insegnante italiana detenuta per aver partecipato agli scontri con i neonazisti europei dell’11 febbraio dello scorso anno. Una richiesta altissima che impressiona tanto quanto le immagini dell’udienza al tribunale di Budapest, dove la 39enne è arrivata con mani e piedi legati da catene, provocando una mossa ufficiale del governo italiano che ha convocato l’ambasciatore ungherese a Roma. Che la detenzione in Ungheria fosse sotto i limiti della dignità umana lo aveva scritto proprio lei in una lettera di 18 pagine, ma con la sua presenza in aula è ora possibile inquadrare lo stato della donna che è entrata accennando un sorriso rivolto al pubblico, mentre una agente delle forze di sicurezza la trascinava per una catena. Salis indossava un maglione chiaro a strisce orizzontali e teneva in mano una borsa scura.

Uh? Ma questi ignoranti sono mai entrati in un palazzo di Giustizia in Italia?

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Una volta mi hanno portato al Tribunale del Riesame, se lo sapevo prima non ci andavo. Legato mani e piedi con catene insieme ad altri 40 o 50, fatti salire, dopo 4 ore ad aspettare in piedi senza possibilità di sedersi se non a terra in mezzo allo sporco pavimento di una sporca prigione, su un autobus blindato, scaricati nelle segrete di un Palazzo di Giustizia, tenuti altre due ore in piedi rinchiusi a gruppi di tre dentro celle di un metro e mezzo e per un metro senza bagno. Poi sempre in catene ci fanno giostrare davanti ai giudici del Tribunale, e alla fine, dopo 6 ore e qualcosa, ci riportano in carcere.

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Qualche ebete bugiardo di queste testate nazionali, tra cui il FattoQuotidiano, ha mai scritto di questa condizione dei carcerati in Italia? Non credo proprio. Ma ora si guarda all’Ungheria, a Orban, come chissà a quale dittatura. Invece l’Ungheria è a pieno titolo dentro l’Unione Europea, e la nostra Premier, e i suoi alleati, si dicono grandi amici di Orban, l’unico problema è che Orban non vuole mandare aiuti in armi all’Ucraina, e allora vedi questi sciacquoni ingannare la gente, i loro lettori, gridando allo scandalo, alla negazione dei diritti dell’uomo.

Trattata come un cane” – La petizione su Change.org, lanciata dal comitato che porta il suo nome, sfiora le 50mila firme. Il padre della donna, Roberto Salis, da mesi è impegnato per risolvere il caso nei giorni scorsi ha incontrato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. E proprio il padre ora è tornato a far sentire la sua voce: “Mia figlia viene trattata come un animale”, ha detto l’uomo dopo aver visto Ilaria Salis entrare in tribunale legata alle catene e trascinata dalla guardia carceraria. “È da 11 mesi che non stiamo scherzando ma stiamo dicendo i fatti – ha proseguito – Il punto è che sia i politici e il governo sia anche molti giornali fanno finta di non vedere e continuano a parlare del fatto se sia colpevole o no, lasciando in totale secondo piano il fatto che c’è una violazione vergognosa dei diritti civili”.

I giuristi – L’associazione dei Giuristi democratici, di concerto con l’associazione europea ELDH (European Association of Lawyers for Democracy and Worl Humna Rights), ha ottenuto di essere presente con suoi rappresentanti come osservatori internazionali. “La cittadina italiana – hanno ricordato in una nota – si trova reclusa in Ungheria da quasi un anno e stando alla ricostruzione dalla stessa fornita (e mai smentita dai nostri organi consolari / diplomatici) ha trascorso i lunghi mesi in condizioni di detenzione disumana e degradante. Il fatto/reato contestato vede la lesione lieve (in concorso) di due militanti neonazisti durante una parata commemorativa delle Ss”.

“Siamo preoccupati” – “A destare ampia preoccupazione, oltre alla condizione detentiva e alla sproporzione della durata cautelare/sanzionatoria, è la possibile lesione dei diritti difensivi in uno stato che è oggetto di plurime segnalazioni di infrazione a livello europeo. Prova ne sia che un coimputato – oggi in Italia – ha visto il diniego dei nostri organismi giudiziari alla consegna, senza garanzie a tutt’oggi non fornite dall’Ungheria”, prosegue la nota. “La preoccupazione investe anche la sproporzione dell’ipotesi di reato contestata rispetto alla reale entità dei fatti: Ilaria Salis si vede contestate delle lesioni potenzialmente mortali a fronte di prognosi di 5 ed 8 giorni; in altre parole, per un reato che, nel nostro ordinamento sarebbe perseguibile a querela (lesioni lievi), Ilaria Salis rischia una pena fino a 24 anni”, conclude ELDH.

“Trattata come un cane”…. parole di gentaglia criminale.

E quello dovrebbe essere un giornale libero e non condizionato dalle Lobby?

memekimjong


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