Età Imperiale : L’Antinous di Adriano esposto ai Musei Vaticani è Osiride

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L’Imperatore Adriano era ossessionato da Antinous, un giovane dell’Asia Minore, al punto che l’Imperatore creò un culto di Antinoo quando il giovane morì, nel 130 d.C., Antinous era un Dio in Terra, l’Incarnazione di Osiride.


Adriano realizzò una serie di sculture di Antinous sotto le spoglie di diversi Dei.
Sicuramente Antinoo nei panni di Dioniso, il Dio greco del Vino e delle Orge è qualcosa di Luciferino.
Questa colossale scultura fu rinvenuta nel 1792 circa durante degli scavi intorno alla villa di Adriano a Praeneste, oggi Palestrina.
La statua restaurata da Giovanni Pierantoni venne esposta a Palazzo Braschi a Roma fino al 1844, quando fu acquistata per i Musei Lateranensi, e infine trasferita ai Musei Vaticani, dove oggi ancora viene esposta.

Un sacrilegio pagano esposto al Vaticano. Ma certo.
Antinous annegò nelle acque del Nilo nel 130 d.C. e fu nominato effettivamente Dio dall’Imperatore.
Il fatto che Antinous morì tra le acque del Nilo pare voglia anche ispirare questa statua al Dio Osiride.
Infatti il diadema sarebbe stato originariamente composto da un cobra (uraeus) o un fiore di loto, chiara matrice di escatologia egiziana, ma i restauratori moderni sostituirono questo con una sorta di pigna.
Fottuti bastardi.

Quello che sicuramente dona potenza mistica all’insieme della maestosa figura di Antinous è sicuramente l’immaginare come è stato possibile realizzare quell’acconciatura intricatissima da Dio dandy!

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